2010 | Simonetta Angelini, “Tertium Datur, ovvero requiem per una dicotomia”


La chiave dicotomica è uno strumento conoscitivo che permette di identificare e classificare gli organismi. Si basa sulle definizioni dei caratteri morfologici; da essa si diramano due soluzioni possibili: avere o non avere quel determinato carattere. Appartenere o non appartenere.

Tertium non datur.

L’esperienza del mondo sembra orientarsi per dicotomie, per opposizioni esclusive, per assoluti irreversibili. Ma quello che abitualmente chiamiamo mondo, è una costruzione complessa, progettuale, inclusiva, relazionale. Un territorio poliatomico, di possibilità multiple, di strategie relazionali.

La natura si declina al participio futuro, è etimologicamente “ciò che sta per nascere” in un tempo continuato: conosce l’imprevisto, lo scarto, la non linearità, la molteplicità. La cultura è, antropologicamente, un sistema normativo di modelli, un territorio circoscritto di possibilità.

A meno di declinarla al plurale, di renderla una terra di mezzo orifiziale, di contaminazione, di condivisione, di relazione; di destrutturarla e infestarla attraverso rotture significanti e negoziazioni di senso.

Il lavoro artistico rende possibile l’alternativa, l’inclusione, il tertium.
Tra natura e cultura, la contaminazione.

Giulia Corradetti declina gli artifici di una tecnologia di sintesi, di manipolazione, infestante, alterante. Riprogramma persino la gestualità creativa. Il tempo che invecchia della natura e il tempo progettuale e funzionale della tecnologia si contraggono e si compongono in una sospensione e in una distanza.

L’autogenerazione “pixelica” e l’autosufficienza delle immagini e dei colori artificiali viola la separazione, la tecnica diviene non strumento ma “processo, e l’arte consiste nell’esplorazione creativa del processo tecnico e nella sua trasformazione in linguaggio” alternativo. Senza referenti noti. Si procede a de-realizzare, ovvero a “lavorare senza realtà, così presentandola in assenza” rimeditandola. Si confondono le forme, i riferimenti, mutante e mutato, organico e inorganico. In questo ecosistema anomalo, gli spigoli si arrotondano, i confini divengono fluidi, i sistemi vengono smontati, l’orizzonte è un interstizio clinico, adattamento e speciazione deviano, gli elementi si moltiplicano. L’uomo si estingue, imprevedibilmente. Resta ciò che ha creato e ciò che ha violato.

La natura diviene costruzione interattiva, interfaccia digitale, tentacolare, feedback, connesso e connettivo, link di navigazione, hot-spot. Sistema aperto.

Natura- contaminazione- cultura: tertium datur


Simonetta Angelini